Celiachia: per la diagnosi anche gli adulti vanno dal pediatra

Di intolleranze alimentari ce ne sono a migliaia. La più diffusa in assoluto è la celiachia con una prevalenza stimata dell’1% su tutta la popolazione mondiale. Ad affermarlo è un rapporto presentato nei giorni scorsi dal Ministero della Salute. Numeri però destinati a crescere: proprio per la natura dei sintomi, può passare diverso tempo prima che avvenga una diagnosi certa.

I SINTOMI DELLA MALATTIA- La celiachia è una malattia auto-immune che rende chi ne è affetto intollerante al glutine. Purtroppo questo componente, formato dalle proteine glutenina e gliadina, è presente in un gran numero di prodotti alimentari a base di frumento, segale e orzo. Per questa ragione il regime alimentare di un celiaco è notevolmente influenzato dalla malattia. In particolare è proprio la gliadina a scatenare la reazione immunitaria. Chi ne è colpito presenta delle lesioni alla mucosa intestinale causate dalla potente risposta infiammatoria che il corpo mette in atto contro il glutine. Come dichiara il professor Alessandro Fiocchi, Direttore del reparto Pediatrico all’Ospedale Macedonio Melloni di Milano, «I sintomi della celiachia sono purtroppo molto variegati. I principali sono la diarrea cronica, gonfiori addominali, forte perdita di peso, reazioni cutanee, inappetenza e irritabilità. Per questa ragione spesso la patologia viene scambiata per altro. Nel corso della mia carriera ho avuto modo di osservare addirittura dei celiaci ai quali era stata diagnosticata erroneamente un’anoressia nervosa o una dermatite». Leggi tutto

Camere del sale: una bufala? E poi, farà bene il mare ad un bambino asmatico?

La chiamano Haloterapia. Un trattamento capace di alleviare i sintomi dell’asma senza doversi recare per forza al mare. La tecnica è un’evoluzione della speleoterapia, ovvero la cura dei problemi respiratori all’interno di grotte saline. In Italia di centri che offrono la possibilità di passare del tempo in un ambiente che mima l’aerosol marino ce ne sono ormai a centinaia. Si chiamano “camere del sale”. Ma sono veramente efficaci? La risposta dei pediatri, riunitisi a Milano in occasione del sesto meeting internazionale di allergie pediatriche, è netta: le camere del sale non hanno evidenza scientifica nel trattamento dell’asma. Leggi tutto

Un vaccino naturale chiamato Fido

Da un mio articolo su Corriere.it (link all’articolo originale)
MILANO – Si dice che il cane sia il miglior amico dell’uomo, ma da oggi si potrebbe anche dire che il cane sia il miglior alleato contro le allergie. Infatti, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Pediatrics dai ricercatori del Children’s Hospital di Boston e della University of Cincinnati (Usa), i bambini che a un anno di età hanno un cane come compagno di gioco hanno minori probabilità di sviluppare un eczema a 4 anni e di diventare allergici anche nei confronti del pelo di gatto. Non è vero però il contrario: se in casa è presente l’eterno nemico del cane, il rischio di ammalarsi aumenta sensibilmente.

LO STUDIO – L’indagine ha preso in esame un campione composto da 638 bambini figli di genitori allergici, e che per questo si riteneva avessero una probabilità maggiore di ammalarsi rispetto a dei bambini con genitori sani. I volontari sono stati monitorati dalla nascita sino al quarto anno di età attraverso 17 differenti test allergologici effettuati annualmente. Dai risultati è emerso che i bambini che all’interno della propria casa avevano un cane erano meno predisposti a sviluppare l’eczema, se l’animale era presente sin dai primi giorni di vita del neonato. Per contro, se il miglior amico dell’uomo e il neonato venivano tenuti lontani sin dalla nascita, la probabilità di avere eczemi aumentava di ben 4 volte. Discorso completamente differente è quello che riguarda invece i felini. A differenza dei cani, la presenza di un gatto in casa aumentava di circa 13 volte la possibilità di sviluppare un eczema nei bambini a rischio di allergia. La presenza del gatto però non influiva in maniera negativa sulla presenza di eczemi nei bambini senza predisposizione familiare.

POSSIBILE SPIEGAZIONE – In base ai risultati ottenuti dai ricercatori americani sembrerebbe che la presenza del cane conferisca ai bambini la necessaria protezione immunitaria contro l’eczema. Fido rappresenterebbe dunque una sorta di vaccino in carne e ossa capace di immunizzare il neonato sin dalla nascita. «L’effetto protettivo potrebbe essere dovuto a una sorta di immunoterapia naturale – spiega Tolly Epstein, una delle autrici dello studio -. I bambini che stanno a lungo a contatto con i cani diventerebbero nel tempo tolleranti ai suoi allergeni».

NON SOLO CIBO – Lo studio ha inoltre preso in esame alcune tra le più comuni allergie alimentari, come quella che vede imputato l’uovo come principale fattore scatenante l’eczema. Al contrario di quel che ci si poteva aspettare, dai risultati ottenuti non è emersa nessuna relazione tra l’alimento in questione e la manifestazione di eruzioni cutanee. «Spesso – dichiara Epstein – quando si parla di allergie nei bambini si tende a focalizzare l’attenzione su quelle alimentari. Il nostro studio ha dimostrato invece che gli allergeni presenti nell’aria, prodotti dagli animali o dovuti all’inquinamento atmosferico, possono avere un ruolo più importante di quanto si è sempre pensato».

Daniele Banfi