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Vaccino antinfluenzale: un percorso ad ostacoli

Uomo, discreta stazza (90 chilogrammi), in piena salute (speriamo), 34 anni. Con questo curriculum perché uno come me dovrebbe vaccinarsi per l’influenza? Deve aver pensato questo la dipendente allo sportello della ASST di corso Lodi 94 a Milano. Se non volete leggere fino alla fine sappiate che NON sono riuscito a vaccinarmi. I perché spiegati qui di seguito.

Perché ho deciso di vaccinarmi?

Nonostante le mie caratteristiche ho deciso di vaccinarmi contro l’influenza per una serie di ragioni. Primo per il lavoro che faccio. Occupandomi di giornalismo nel campo della salute mi capita di recarmi in ospedale. Per proteggere me e chi viene accidentalmente in contatto con il sottoscritto la vaccinazione è necessaria. Non è un caso che gli operatori sanitari dovrebbero essere i primi a vaccinarsi. Secondo perché ho bimbi piccoli a casa e vorrei evitare un mutuo contagio. Terzo perché tra gennaio e febbraio ho diverse trasferte di lavoro.

Cosa dice il sito dell’ASST?

Il vaccino antinfluenzale è consigliato e gratuito per alcune persone a rischio. Si tratta di bambini, anziani over 65 e varie persone affette da particolari patologie. Questo non significa che un cittadino che non rientra in queste categorie non possa fare il vaccino. La differenza è solo economica. Chi vuole vaccinarsi comunque lo può fare a pagamento. Ed è questo il mio caso. La campagna di vaccinazione è iniziata il 6 novembre ed è terminata il 6 dicembre. Fortunatamente per chi come me non ha fatto a tempo la Regione ha esteso (qui per info) la campagna sino al 21 dicembre. C’è un però. Il sito recita “i cittadini  che, per vari motivi, non abbiano potuto vaccinarsi in corso di campagna antinfluenzale, possono comunque rivolgersi per tutto il mese di gennaio 2018 presso i centri vaccinali territoriali”. Forte di queste indicazioni mi reco presso l’ASST di corso Lodi. Lo faccio nei giorni e nell’orario indicati sul sito stesso (vedi qui). L’accesso, come specificato, è libero.

La mano destra non sa cosa fa la sinistra

Entro nell’ufficio e alla richiesta “vorrei fare il vaccino antinfluenzale” l’operatrice già mi guarda strano. Mi informa che la possono fare solo le categorie a rischio. Ribatto dicendo che vorrei farla lo stesso perché vengo spesso in contatto con persone a rischio. Lei ribatte dicendo che la campagna è terminata il 6 dicembre. Io rispondo che da sito ufficiale dell’ASST la campagna è stata estesa sino al 21 (il giorno in cui mi sono recato). L’addetta allora si mostra disponibile e dice però che la devo pagare. Io: “certo, ci mancherebbe, lo so!”. Ancora lei: “non so però se può farla perché dovrebbe andare a farmi il bonifico ora”. Io: “ma non è possibile pagare qui ora?” Lei: “no, non abbiamo la cassa”. Milano, 2017, Smart City.

Rinuncio alla vaccinazione (forse)

Come è andata a finire? Saluto tutti ed esco rinunciando. Non lamentiamoci però se le adesioni a questa specifica vaccinazione sono così basse. Non mi resta che andare in farmacia e cercare qualcuno per l’iniezione. Oppure farò io direttamente. La vicenda conferma ancora una volta due fatti: a) la sanità è sempre un percorso ad ostacoli. b) l’informazione sul web da parte delle ASST fa acqua da tutte le parti.

 

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