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Malati di Crohn: la discriminazione è sul lavoro

Una recente indagine realizzata da EFFCA, l’European Federation of Crohn’s and Ulcerative Colitis Associations, ha dimostrato che un’altissima percentuale di pazienti affetti da Malattia di Crohn o Rettocolite Ulcerosa, patologie croniche intestinali, ritiene di non avere ricevuto avanzamenti di carriera e di essere stata discriminata sul lavoro. I numeri lasciano poco spazio ad interpretazioni: dei 6 mila pazienti intervistati in tutta Europa, il 24% dichiara di essere stato palesemente discriminato.

ACCETTAZIONE DELLA MALATTIA- Come dichiara Marco Greco, presidente dell’associazione EFFCA e malato di Crohn, «La cronicità della patologia è un aspetto cruciale: una delle difficoltà maggiori è venire a patti con questa condizione, perché molto spesso la strategia terapeutica che al momento funziona, sul medio e lungo termine potrebbe rivelarsi non più efficace. Di conseguenza, nelle sue diverse fasi il paziente deve confrontarsi con aspetti diversi della malattia: è chiaro che il mio livello di accettazione e le mie priorità di quando avevo 19 anni non erano gli stessi di quando ne avevo 25 o 30». Leggi tutto

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