giornalismo, informazione, pensioni

E la pensione?!

Dalla rubrica “Buongiorno” di Massimo Gramellini pubblicata da La Stampa:

Dalle prossime settimane, tramite il sito dell’Inps, anche i precari conosceranno l’ammontare dei contributi versati. Non potranno invece conoscere la loro pensione futura, come accade ai colleghi con il posto fisso. Un difetto del computer? No, una misura di ordine pubblico, ha ammesso con amara ironia il presidente dell’ente previdenziale: «Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati, rischieremmo un sommovimento sociale». E questo perché i para, anzi i paria-subordinati sono attesi da un assegno mensile molto inferiore al minimo. Non è gentile sbatterglielo in faccia, e per giunta con così largo anticipo. Si teme di demoralizzare il paziente o di procurargli un’ulcera. Peggio: di mettergli in corpo il desiderio di farla venire agli altri. Meglio procedere a una bella anestesia totale.

E di colpo si comprende quale delicata missione strategica svolgano le barzellette sconce, le pajate in piazza e le mille sciocchezze di pessimo gusto di cui è infarcita la politica di ogni giorno. Servono a far dimenticare la realtà. Questa, per esempio: che milioni di lavoratori guadagnano un para-stipendio e che da anziani riceveranno una para-pensione. Pur rientrando nella casella benedetta degli occupati. Ma occupati a para-vivere, senza la possibilità di progettare un matrimonio, un figlio, una vecchiaia decente. Solo allora, rigirandosi fra le mani rugose lo smunto assegno dell’Inps, si renderanno conto di essere stati fregati. E se la prenderanno con i barzellettieri che comanderanno in quel momento. Rimpiangendo, per amnesia, quelli di oggi.

Un commento significativo di un lettore:
Di nuovo completamente d’accordo con Gram. In effetti non capisco come una gran massa di italiani non si renda conto di quel che ci aspetta nel giro di pochi lustri. I lavori seri stanno sparendo, i giovani che oggi hanno la fortuna di un lavoro avranno pensioni ridicole, figuriamoci i disoccupati. Siamo tutti sulla stessa barca (anche chi canta”meno male che Silvio c’è”) con una falla che nessuno prova a tappare e ci consoliamo dicendo che altre barche hanno la falla più grossa!

Come non essere d’accordo? Non sento nessuno politico (destra,sinistra,centro,sotto e sopra…) parlare dei problemi reali di questo paese. Problemi che tra qualche anno saranno triplicati…

Intanto visto che si avvicina l’ora di pranzo… Buon appetito! (foto da La Stampa)


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