cancro, medicina

Il gene «sceglierà»la crema solare

Un mio articolo su Corriere della Sera.it
sole

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MILANO – Che la carnagione sia mediterranea o nordica, con l’arrivo dell’estate sono in pochi a rinunciare alla tintarella. Ma la scelta della crema solare più adatta agli uni e altri in futuro potrebbe avvenire in base al profilo genetico, e non più con la sola discriminante del colore della pelle e degli occhi. Ad affermarlo è uno studio pubblicato dalla rivista The FASEB Journal, realizzata da un gruppo di ricercatori della Università di Cincinnati, negli Stati Uniti.

LO STUDIO – La prolungata esposizione alla luce del sole, come si sa, è uno dei più importanti fattori di rischio nello sviluppo di tumori della pelle come melanomi ed epiteliomi. La ricerca ha svelato per la prima volta il meccanismo alla base della loro formazione. Quando ci esponiamo al sole, le cellule della nostra pelle producono melanina, una sostanza con funzione protettiva e principale responsabile dell’abbronzatura. Uno dei geni chiave in questo importante processo si chiama MC1R, in grado di mediare la produzione di questa sostanza in risposta agli stimoli ormonali regolati dalla luce solare. «Abbiamo scoperto che le cellule di persone con alcune varianti di questo gene in risposta ai raggi ultravioletti accumulano più danni al Dna rispetto a quelle senza difetto genetico» spiega Zalfa Abdel-Malek, il dermatologo responsabile dello studio. «Ciò avviene perché non sono in grado di produrre quantità di melanina sufficienti alla cellula per difendersi dalle radiazioni». Questi danni dunque predispongono la persona a sviluppare forme di tumore alla pelle. «Test genetici in grado di valutare eventuali anomalie di MC1R potrebbero essere utili per stabilire il rischio di sviluppare melanomi» prosegue il ricercatore. «Questo porterebbe un grosso vantaggio nello scegliere le precauzioni da adottare quando ci si espone al sole».

CHE COSA FARE? -In attesa che il test possa fare il suo ingresso nel mercato è utile ricordare qualche regola per proteggersi dai danni delle radiazioni solari. «Non è sbagliato prendere il sole, lo sono le abitudini. Purtroppo spesso vediamo gente esporsi al sole nelle ore centrali della giornata. Un’abitudine profondamente sbagliata» spiega Santo Raffaele Mercuri, responsabile dell’Unità di Dermatologia e Cosmetologia al San Raffaele di Milano. Per i primi giorni di esposizione è meglio utilizzare una crema con protezione solare elevata e idratare molto la pelle. Solo successivamente sarà possibile utilizzare una gradazione più bassa. «Un altro consiglio -spiega Mercuri- è quello di asciugarsi molto bene una volta usciti dall’acqua. La presenza delle gocce sul corpo crea un effetto “a lente d’ingrandimento” in grado di amplificare la radiazione solare e quindi il danno alla pelle».

PREVENZIONE – Prevenire rimane sempre il metodo migliore nella lotta ai tumori della pelle. Questo è il monito lanciato dai dermatologi. La presenza di melanomi nei Paesi industrializzati è in costante aumento. Per individuare eventuali situazioni potenzialmente a rischio occorre che si sottopongano a una visita dermatologica di controllo i bambini, le persone con fototipo chiaro e quelle che persentano molti nei; ma anche l’osservazione di asimmetrie e variazioni rapide della forma dei nei sono un campanello d’allarme che deve indurre chiunque a rivolgersi al medico.

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