Drug repositioning: guarire con pillole sbagliate

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L’idea non sembra delle più originali, eppure, osservando la crescita del fenomeno, appare come una delle nuove modalità di ricerca in campo farmacologico. Lo chiamano in gergo il «drug repositioning» ed è l’utilizzo di farmaci già in commercio per curare malattie diverse da quelle per cui sono stati progettati. Le ragioni di questa strategia sono strettamente legate al loro processo produttivo. «Secondo una recente analisi – spiega Marco Foiani, direttore scientifico dell’Istituto Ifom-Firc di Oncologia Molecolare di Milano – per produrre un nuovo medicinale sono necessari, in media, investimenti da 800 milioni di dollari. Non solo, da un punto di vista temporale passano all’incirca 15-20 anni prima che la molecola in questione sia effettivamente disponibile sul mercato». Numeri impressionanti che lasciano poco spazio alle interpretazioni. Leggi tutto su La Stampa

Scarsa igiene orale e malattie cardiache: non c’è nessuna relazione

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Sono moltissimi gli studi che mostrano come la scarsa igiene orale sia uno dei fattori chiave nella genesi delle malattie cardiovascolari. A detta degli autori ci sarebbe una perfetta relazione causa-effetto. Ma secondo l’ American Heart Association ciò non sarebbe per nulla vero. A dirlo è una loro analisi basata sulla revisione di oltre 500 studi. Ecco il mio pezzo su La Stampa:
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Dormi di giorno? Forse è colpa del fegato

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La sonnolenza post-prandiale l’abbiamo provata tutti. Soprattutto quando si è sul luogo di lavoro e si fatica a tenere gli occhi aperti. La colpa viene spesso attribuita al cibo troppo pesante ma anche gli alcolici possono giocare la loro parte. Infatti, secondo una ricerca pubblicata dalla rivista Hepatology, l’ammoniaca che si genera quando il fegato è affaticato e non riesce a detossificare l’alcol può causare sonnolenza diurna e un sonno notturno di cattiva qualità. Ad affermarlo è un team di ricercatori dell’Università di Padova e dell’Institute of Pharmacology and Toxicology di Zurigo (Svizzera).

LO STUDIO- Per giungere alla curiosa spiegazione gli scienziati hanno somministrato a dieci volontari sani e dieci malati di cirrosi epatica un mix di proteine in grado di aumentare i livelli ematici di ammoniaca. Lo studio ha valutato i profili di ammoniemia, ovvero la quantità di ammoniaca nel sangue, la sonnolenza, l’elettroencefalogramma di veglia e quello di sonno. Come dichiara la dottoressa Sara Montagnese, una delle autrici dello studio, «Dalle indagini abbiamo verificato che elevati livelli di iperammoniemia si associano a un significativo aumento della sonnolenza sia nei volontari sani sia in quelli con cirrosi. Nei pazienti compaiono inoltre modifiche nell’elettroencefalogramma durante il sonno, indice questo di una ridotta capacità di generare un sonno davvero ristoratore». Leggi tutto

Melanoma: come fare prevenzione?

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«L’obiettivo per il prossimo futuro è quello di sconfiggere il melanoma, renderlo un tumore a mortalità zero». Ad affermarlo è il professor Umberto Veronesi, senza troppi giri di parole. Un obiettivo dichiarato e alla portata se solo la prevenzione fosse effettuata in maniera corretta. Sono invece ancora troppo poche le persone che regolarmente tengono sotto controllo la propria pelle e che si rivolgono dal dermatologo, una volta all’anno, per una visita accurata.

DIAGNOSI PRECOCE- Il melanoma è un tumore della pelle la cui incidenza è cresciuta maggiormente negli uomini. È un tipo di cancro particolarmente aggressivo che ogni 12 mesi, nella sola Italia, fa registrare 7000 nuovi casi e 1500 decessi. Fortunatamente la stragrande maggioranza, circa l’85% dei casi, viene diagnosticato in fase precoce e quindi la probabilità di guarigione aumenta considerevolmente. «All’inizio del secolo scorso –spiega Umberto Veronesi- nessuno guariva da questa forma di cancro della pelle. Oggi invece grazie alla ricerca riusciamo a salvare circa l’80% dei malati. L’obiettivo però è arrivare al 100% e la strategia è semplice: ognuno di noi si deve abituare ad esaminare e a farsi controllare sistematicamente la propria pelle». Per fare ciò, un ruolo di fondamentale importanza lo svolgono i medici di base. «Ogni medico di famiglia –continua Veronesi- dovrebbe controllare la pelle dei suoi assistiti dai venti anni in su e, in caso di dubbio, mandarli immediatamente da uno specialista». Leggi tutto

Video: sai riconoscere un neo sospetto? (le indicazioni del dott. Santinami, vice direttore dell’Istituto Tumori di Milano)

Dimagrire… con il cuore!

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Che l’attività fisica sia, insieme alla corretta alimentazione, il modo ottimale per perdere peso è cosa nota. Quello che invece non si sapeva è che il cuore, grazie alla produzione di due particolari tipologie di ormoni, è capace di bruciare il grasso in eccesso. A scoprirlo è stata una ricerca italiana, pubblicata dalla prestigiosa rivista Journal of Clinical Investigation, dell’Università Politecnica delle Marche in collaborazione con il Sanford-Burnham Medical Research Institute (Stati Uniti).

ORMONI DEL CUORE- Forse non tutti sanno che il cuore, oltre ad avere la fondamentale funzione di pompare il sangue nei vari distretti corporei, è capace di secernere due tipi di ormoni: il peptide natriuretico atriale (ANP) e quello ventricolare (VNP). La secrezione di queste due sostanze avviene quando la pressione sanguigna è troppo elevata ed ha la funzione di riportarla a livelli normali. Ciò avviene grazie alla loro capacità di regolare la funzione dei reni ed in particolare agendo sull’assorbimento di acqua, sali minerali e quantità di grasso circolanti nel sangue. Leggi tutto

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